Zero Trust Onboarding
Zero trust onboarding dei dispositivi IoT: Policy Enforcement Point, micro-segmentazione, Software-defined Perimeter della Cloud Security Alliance con client, controller e gateway, e limiti delle VPN.
Zero trust onboarding dei dispositivi IoT: Policy Enforcement Point, micro-segmentazione, Software-defined Perimeter della Cloud Security Alliance con client, controller e gateway, e limiti delle VPN.
Onboarding dei dispositivi IoT con verifica hardware: TPM con binding e sealing, Secure Element, fingerprinting e misure anti-spoofing per impedire il cloning e l’impersonificazione dei dispositivi.
Tre tecniche di onboarding sicuro dei dispositivi IoT su piattaforme cloud come AWS: indirizzo IP e codice seriale, credenziali statiche precaricate e certificati x.509 a mutua autenticazione, con pro e contro.
Primo articolo sull’onboarding dei sistemi IoT: l’analogia con i controlli aeroportuali introduce identificazione e autenticazione dei dispositivi, con VPN, certificati digitali e PKI.
Segnali di allarme delle mail di phishing, dall’urgenza nel subject all’header from malevolo e ai link http, e buone pratiche: tag esterno, casella Abuse, awareness annuale e segnalazione immediata.
Analisi di una mail malevola: controllo di header from, URL e allegati con macro, estrazione degli IoC dall’header e tool come MxToolbox, Talos, AbuseDB, URL Scan, sandbox e Virustotal.
Perché protection server e mail secure gateway non comprendono il testo delle mail e come IA, machine learning, deep learning e NLP colmano il limite, insieme alla formazione degli utenti.
Struttura di una mail (connessioni, envelope, header, body), mail flow tra MTA, record MX e protection server, e funzioni dell’email secure gateway: scoring, blacklist e whitelist, antimalware, rewriting degli URL.
Protocolli per l’email security: SMTP con STARTTLS, TLS, PGP/GPG, S/MIME e DNSSEC, poi SPF, DKIM e DMARC con le policy none, quarantine e reject e il ruolo del reporting.
Spam, phishing con le varianti spear, smishing e vishing, spoofing di IP, mail e DNS, BEC e malware come Emotet: le minacce veicolate dalla posta elettronica e i backup come difesa dal ransomware.
Il modello Lockheed Martin del 2011 descrive in sette fasi l’attacco, dalla reconnaissance alle actions on objectives, e indica per ciascuna difese come IDS/IPS, SIEM, SOC e UEBA, con la mail come vettore.
Oltre il 90% degli attacchi passa dalla posta elettronica e in Italia l’87% degli incidenti è legato a phishing e social engineering; OSINT, threat intelligence, CVSS e MITRE ATT&CK per capire le minacce.
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