Data Act ed effetti del CLOUD Act: sfide e vantaggi
Data Act (Regolamento UE 2023/2854): accesso ai dati non personali dei prodotti connessi, cloud switching contro il lock-in, rapporto con GDPR e NIS2 e conflitto con il CLOUD Act statunitense.
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Data Act (Regolamento UE 2023/2854): accesso ai dati non personali dei prodotti connessi, cloud switching contro il lock-in, rapporto con GDPR e NIS2 e conflitto con il CLOUD Act statunitense.
Data Governance Act in Italia: il D.Lgs. 144/2024 attua il Regolamento UE 2022/868, affida ad AgID la supervisione dell’intermediazione e dell’altruismo dei dati e fa discutere per l’impatto sull’innovazione.
Big Data e Fast Data: fasi dell’analisi, requisiti tecnologici, differenza tra privacy e sicurezza dei dati e tecnologie di streaming e archiviazione per agire sulle informazioni in tempo reale.
Trasferimento di dati personali nel GDPR: i tre criteri cumulativi delle Linee guida 05/2021 dell’EDPB, il caso Bodil Lindqvist, la sentenza Schrems II sul Privacy Shield e i requisiti del Capo V.
Trasferimento di dati personali senza decisione di adeguatezza: le garanzie adeguate dell’art. 46 GDPR, gli strumenti dei paragrafi 2 e 3, il rapporto con gli artt. 46-49 e gli accordi internazionali.
Compilazione del Registro del Titolare ex art. 30 GDPR: dati di contatto, contitolarità e art. 26, finalità e base giuridica, categorie di interessati e di dati personali e destinatari.
Dal 22° Forum ICT Security: i due pilastri della sovranità digitale, il quadro normativo europeo e italiano e i rischi legati agli hyperscaler, tra Cloud Act, Patriot Act e sezione 702 del FISA.
Contenuti minimi del registro dei trattamenti per titolari e responsabili ai sensi del GDPR, con il ruolo degli autorizzati, la nomina del responsabile ex art. 28 e la responsabilità del titolare nella scelta.
Accountability nel GDPR e registro ex art. 30: forma scritta, contenuto minimo per titolare e responsabile, definizioni dell’art. 4 e messa a disposizione dell’Autorità di controllo.
Il provvedimento del Garante del 6 giugno 2024 porta a 21 giorni la conservazione dei metadati email dei dipendenti, limitata ai log dei server di posta, ma resta aperto il nodo dell’accountability del titolare.
Il Garante consente di conservare i metadati delle email dei dipendenti per al più 7 giorni, prorogabili di 48 ore; la consultazione pubblica sul termine, aperta il 16 marzo, si chiude il 15 aprile.
Per la sicurezza informatica della PA contano art. 51 del CAD, art. 32 del GDPR e Piano Triennale 2024-2026; il processo copre Identify, Protect, Detect, Response e Recovery, con il ruolo dell’RTD.
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